La Speranza è una questione pericolosa: storicamente chi spera è chi attende, chi pericolosamente “aspetta” che qualcuno o qualcosa arrivi a salvare, senza sentirsi impegnato ad essere personalmente spinta e motore.

HopeSchool è un progetto avviato da A. Chiara Scardicchio, ricercatrice di Pedagogia e docente presso l’Università di Foggia, realizzato con Elvira Zaccagnino, direttrice delle edizioni la meridiana, Monica Filograno, docente ed esperta di didattica laboratoriale e Vittorio Palumbo educatore, designer e innovatore sociale.

Il fondamento scientifico da cui muove la ricerca è la “HopeTheory” di Snyder, integrata con gli studi internazionali in tema di resilienza e neuroscienze costruttiviste ispirati da Seligman e successori, la seconda cibernetica e le teorie della complessità. Ispiratori del percorso di ricerca intorno alle “competenze di speranza” sono Gregory Bateson, Edgar Morin, Mauro Ceruti, Daniel Siegel, Didi Hubermann, don Tonino Bello, Italo Calvino, Gianni Rodari, Massimo Recalcati, Erri De Luca, Mario Calabresi, Martha Nussbaum, Arjun Appadurai, Nassim N. Taleb e Lorenzo Cherubini (alias Jovanotti): catapulte “chisciottimiste” e maestri di ri-scritture del reale.

HopeSchool ricerca e connette maestri di speranza e testimoni attivi, vuole favorire la nascita di un ecosistema in cui sia politicamente possibile superare la lamentazione del “non ce la possiamo fare”, “non ne vale la pena”, “chi me lo fa fare” e anteporre al limite il coraggio di sfidare l’incerto. La comunità che frequenta i workshop e le attività di HopeSchool è fatta di persone e di esperienze che scelgono di fondare scientificamente il proprio sogno, di agirlo nel quotidiano e di renderlo concreto attraverso la creazione continua di nessi pratici ed estetici, culturali e sociali. Dall’economia all’educazione, dalla creatività alla politica, dal sociale alla cultura: HopeSchool non ha la pretesa di controllare né di gestire, ma l’aspirazione di essere al servizio, di dimostrare scientificamente che il futuro è già cominciato e abita qui, in queste tante esperienze diffuse, concrete e coraggiose, di uomini e di donne che ogni giorno costruiscono dal basso con competenza, audacia e altruismo, nel luogo in cui operano, il migliore dei mondi possibili.
Sono i cosiddetti “Hopers”, a loro ci rivolgiamo: agenti di cambiamento, portatori di un futuro anteriore che torna dal mondo passato per inseguire e costruire, con la testa e con le mani, una visione di mondo che rilanci in avanti. Persone libere, se si incontrano si riconoscono e si connettono per natura; esseri umani in perenne movimento, che insieme generano quell’accelerazione sufficiente e necessaria a trasformare il mondo di prima in quello di poi.

HopeSchool is a project started by A. Chiara Scardicchio, researcher in Pedagogy and professor at the University of Foggia, in collaboration with Elvira Zaccagnino, Director of edizioni la meridiana, Monica Filograno, teacher at school and expert in active learning and social innovator, Vittorio Palumbo, designer and educator.

The scientific basis from which the research moves is Snyder’s “HopeTheory”, integrated with international studies on resilience and constructivist neuroscience inspired by Seligman and successors, the second Cybernetics and theories of complexity. Inspirations to the research around the “future capability” are provided by Gregory Bateson, Edgar Morin, Mauro Ceruti, Daniel Siegel, Didi Huberman, don Tonino Bello, Italo Calvino, Gianni Rodari, Massimo Recalcati, Erri De Luca, Mario Calabresi, Martha Nussbaum, Arjun Appadurai, Nassim N. Taleb and Lorenzo Cherubini (aka Jovanotti): “chisciottimiste” catapults and re-writers of reality.

HopeSchool researches and connects “teachers” of hope and active witnesses, it aims at encouraging the emergence of an ecosystem that is politically possible to overcome the lament of “can’t do”, “not worth it”, “who makes me do” and prefers the courage to challenge the uncertain rather than stopping before a limit. The community that attends HopeSchool workshops and activity is made of people and experiences that choose to scientifically establish their dream, to act it in daily life and make it concrete through continuous creation of practical and aesthetic, cultural and social links.
From economy to education, from creativity to politics, from social to culture: HopeSchool does not pretend to control or manage, but the aspiration is to serve, to scientifically prove that the future has already begun, and it lives here in these many experiences spread, concrete and courageous men and women who daily construct from below with skill, bravery and altruism just where they operate, the best of all possible worlds.
They are the so-called “Hopers”, to them we address: agents of change, having a future perfect who comes back from past world to pursue and build, through head and hands, a vision of the world and boosting forward. Free people, if they meet they will recognize each other and connect to nature; humans always moving, which together generate that sufficient and necessary acceleration useful to transform the world of prior to the world of then.